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Geotermico

Un impianto geotermico si utilizza per la climatizzazione estiva ed invernale di ambienti e più in generale di edifici, e anche per la contemporanea produzione di energia termica ad uso sanitario (produzione di acqua calda).

Gli impianti geotermici si classificano principalmente in base alla tipologia del sistema di captazione del calore.

Si possono quindi avere diverse opzioni impiantistiche:
- Impianti con sonde geotermiche verticali
- Impianti con sonde geotermiche orizzontali (anche detti collettori orizzontali).
- Impianti che sfruttano l’acqua come sorgente termica.

Burocrazia e pratiche necessarie

La scarsa diffusione degli impianti di geotermia domestica, ha fatto sì che ad oggi non esista ancora una precisa normativa nazionale a cui fare riferimento. La Legge 23 Luglio 2009, n°99 “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, prevede future semplificazioni in materia di impianti geotermici (Art. 27, comma 39).

Sono in ogni caso le diverse possibilità impiantistiche e le diverse disposizioni a livello regionale o provinciale, a determinare gli iter burocratici. Per gli impianti geotermici a sonde orizzontali non c’è bisogno di alcuna autorizzazione in quanto la profondità massima di scavo non supera normalmente i 2 metri.Le autorizzazioni per un impianto con sonde verticali sono regolamentate dagli enti locali, in genere dalle Regioni e in alcuni casi direttamente dalle Province o dai Comuni.

Per gli impianti che sfruttano l’acqua di falda gli iter autorizzativi sono regolamentati da leggi statali (Testo Unico Ambientale DLgs 152/2006) e regionali per il prelievo e lo scarico delle acque.